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Cupramontana ed il suo territorio sono da sempre legati alla coltivazione della vite e alla produzione del vino. Se ne ha una memoria visiva, per il periodo romano, in un putto con cornucopia da cui fuoriescono frutta ed uva, nonchè in molti frammenti ceramici di contenitori ed anfore che attestano l'uso del vino. L'antico nome del resto, "CUPRA MONTANA", fa riferimento al culto della dea Cupra che presiedeva alla fecondità e alla fertilità della terra: un intreccio millenario sedimentatosi in tradizioni, riti, consuetudini ed espressioni che formano quell'Humus di una civiltà legata alla coltivazione della terra e particolarmente della vite. Furono i monaci, benedettini prima e camaldolesi poi, nei secoli VIII-XI, a reintrodurre in maniera razionale e significativa nel territorio - anche se non mancarono mai "terre Vignate" - la coltivazione della vite. |
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La storia del nostro vino nasce con Aurelio Quaresima, detto Lello, proprietario di un vigneto di tre ettari di Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico nel comune di Cupramontana (Ancona). Lello era un personaggio conosciuto ed autorevole nel territorio; un uomo che come tanti altri ha vissuto e ci ha raccontato la vita del dopo guerra. Si divertiva quando ospiti improvvisati giungevano nella sua casa..…. dopo averli "deliziati" con il vino ed ammaliati con la cantina, li intratteneva fino a tarda sera con il suo fedele "organetto". Che divertimento!! Quando se n'è andato, la sua tradizione ed i suoi trucchi erano oramai stati tramandati ai figli Donatello e Ivo, che sebbene impegnati in altre attività (Donatello ha una trattoria nel paese di Cupramontana, "Trattoria Anita" dove poter degustare le buone tradizioni culinarie marchigiane) hanno ad un certo punto della loro vita, dato degnamente seguito agli insegnamenti paterni. |
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